LA STORIA

Nel 1995 Petra Bungert, in collaborazione con l’artista di origine tedesca Tilman, inaugura a Soho, New York, la Petra Bungert Gallery, uno spazio espositivo di 18 metri quadrati, di cui Tilman è consulente e curatore. Malgrado le scarse risorse di cui dispone, la galleria in breve tempo si trasforma in uno spazio artistico in miniatura, una piattaforma internazionale, focalizzata sull’arte astratta e riduttiva, che in quel periodo non trova ancora un’adeguata rappresentazione a New York. Inizialmente incentrata solo sulla presentazione di opere su carta, la PBG si trasforma rapidamente in uno spazio artistico dedicato, fra l’altro, alla sperimentazione e alle installazioni. La galleria viene accolta con grande entusiasmo dalla realtà artistica newyorkese, e attrae artisti celebri, provenienti da ogni parte del mondo. Alla PBG molti artisti europei hanno la possibilità di esporre individualmente le proprie opere, per la prima volta oltre oceano (Beat Zoderer, Katharina Grosse); gli artisti locali invece, usano la galleria per la sperimentazione (Dan Walsh, Simon Ungers, Alan Uglow, Robert Fosdick)) mentre per altri diventa una tappa obbligata durante i loro viaggi (John Nixon, Australia). Tuttavia, nonostante il generoso contributo degli artisti che si adoperano per sostenere questa iniziativa ambiziosa, la PBG, a causa di mancanza di fondi, chiude i battenti alla fine del 1997.

 

Dal 1998 Tilman viaggia fra New York e l’Europa, trovando a Bruxelles, in Belgio, una nuova base per continuare la sua attività. Nel frattempo, prima di trasferirsi a Bruxelles, Petra Bungert lavora per un anno con Alana Heiss, come capo amministrativo del P.S.1, il rinomato spazio espositivo situato nel Queens, a New York. L’arrivo di Petra a Bruxelles inaugura una nuova fase: nell’autunno 1998 apre il CCNOA (Centro per l’arte contemporanea non obiettiva – http://www.ccnoa.org), uno spazio di 250 metri quadrati al centro di Bruxelles. Grazie all’impegno di Tilman e di Petra Bungert, che nei primi 4 anni finanziano personalmente questa iniziativa, avvalendosi anche di contributi elargiti dalle loro famiglie, amici e artisti (i fondi della comunità fiamminga saranno disponibili solo nel 2005), il CCNOA ospita oltre 350 mostre individuali e collettive, sia di artisti emergenti che di calibro internazionale. Oltre alle mostre d’arte visiva, il CCNOA collabora con il compositore Guy de Bievre per creare installazioni sonore e una varietà di progetti interdisciplinari. Inoltre organizza 22 esposizioni itineranti oltre oceano (Australia, Nuova Zelanda, USA) e in Europa (Austria, Inghilterra, Olanda, Svizzera, Francia, Norvegia), con circa 30 pubblicazioni e cataloghi artistici. Tuttavia, a causa dell’improvvisa e imprevista sospensione dei finanziamenti da parte del Ministero della Cultura Fiammingo, nel 2010 il CCNOA è costretto a chiudere, da un giorno all’altro.

 

OGGI

La d.a.c. Dolceacqua Arte Contemporanea è un’iniziativa professionale fondata e gestita privatamente dall’ex direttore artistico del CCNOA, l’artista di origine tedesca Tilman Hoepfl, in collaborazione con Petra Bungert, già fondatrice e direttrice del CCNOA.

 

La d.a.c. è stata fondata all’inizio del 2014 e può essere considerata un proseguimento delle attività che Tilman e Bungert svolgono insieme da 20 anni; la co-direttrice è Petra Bungert, ex fondatrice e direttrice del CCNOA.

 

La d.a.c. si trova all’interno di un’ex struttura militare in disuso a Dolceacqua, in Liguria. L’edificio, recentemente ristrutturato, ospita principalmente lo studio privato di Tilman (http://www.lookawry.com); tuttavia, 2 o 3 volte all’anno, diventa uno spazio espositivo e un laboratorio artistico di respiro internazionale.

 

La d.a.c. è situata a circa 6 chilometri da Dolceacqua, sulla cima Tramontina, una collina con una splendida vista del Mar Mediterraneo. Dolceacqua occupa una posizione strategica, in prossimità di autostrade e varie stazioni ferroviarie, non lontana da Monaco (circa 30 km) e da Nizza (circa 60 km), con il suo aeroporto internazionale. Grazie al Castello dei Doria e al suggestivo ponte sul Nervia, ai suoi ristorante prelibati e ai vivaci festival estivi, Dolceacqua negli ultimi anni è diventata un’interessante meta turistica.

 

Programma & Obiettivi

In primo luogo la d.a.c. si fonda sulla condivisione delle esperienze, sul dialogo, sulla collaborazione e sulla partecipazione. È una piattaforma di sperimentazione e ricerca che ambisce a una stretta cooperazione fra gli artisti, gli organizzatori, il Comune di Dolceacqua e il pubblico. Gli sviluppi più recenti, le nuove tendenze dell’arte riduttiva e in particolare le produzioni in situ, costituiscono il focus principale della d.a.c., che tuttavia dà spazio anche a posizioni artistiche lontane da queste visioni. Inoltre la d.a.c. presenta i progetti audiovisivi e le pubblicazioni artistiche sia degli artisti residenti che di quelli ospiti.

 

La d.a.c. intende invitare ogni anno 2 o 3 artisti a partecipare a una “residenza artistica” (2‐4 settimane), a conclusione della quale sarà organizzata una mostra di 1 o 2 settimane, per presentare le opere realizzate sul posto in quel periodo. In occasione di ogni mostra d.a.c renderà disponibili una pubblicazione sull’artista nonché un breve opuscolo a colori sul percorso espositivo.

 

La d.a.c. comprende inoltre il progetto 30/30-IAP (Image Archive Project): A Collective Collection, originariamente coordinato dal CCNOA. Fino a questo momento il 30/30-IAP, che raccoglie 98 opere d’arte, è stato presentato all’interno di varie mostre nelle seguenti gallerie: Minusspace di Brooklyn, NY (USA), PS Projects di Amsterdam (Olanda), Moins‐un di Parigi (FR), ABContemporary di Zurigo (Svizzera), Look&Listen di St. Chamas (Francia), S.N.O. di Sydney (AUS), e d.a.c. di Dolceacqua (Italia).

 

Inoltre la d.a.c. prevede almeno un’altra esposizione all’anno, nonché collaborazioni con spazi artistici affini e istituzioni a livello globale.

 

Infine la d.a.c. intende cooperare con il comune di Dolceacqua e gli enti locali, allo sviluppo e alla realizzazione di ulteriori progetti (opere pubbliche, ecc.)

 

Tuttavia, il trasferimento in una nuova sede richiede anche una strategia proporzionata alle effettive risorse finanziarie e alle esigenze operative. Al fine di assicurare il proseguimento di queste attività, la d.a.c., all’inizio del 2017, inaugurerà un programma associativo.